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Pieve San Michele e San Francesco - Carmignano

Propositura San Michele e San

Una antichissima tradizione vuole che nel 1211 San Francesco sia giunto predicando fino a Carmignano e che il comune gl’aveva donato un terreno, sul quale Bernardo da Quintavalle fece edificare un piccolo convento con oratorio. L’attuale chiesa, dedicata al Santo, venne eretta verso il 1330 e ripropone la classica tipologia francescana: grande navata con cappelle absidali. Nel XVI sec. fu modificata la zona presbiteriale e tra Sei e Settecento la chiesa fu arricchita  con altari e confessionali. Nel 1798 dopo la soppressione del convento vi fu trasferita la sede della pieve di San Michele in origine ai piedi del castello.
La chiesa danneggiata dai bombardamenti venne restaurata nell’immediato dopoguerra. I restauri hanno comportato l’eliminazione di varie strutture sei-settecentesche, anche pregevoli. Uno snello loggiato a cinque arcate si appoggia alla semplice facciata a capanna e ricollega alla chiesa l’antico Oratorio di San Sebastiano sulla sinistra e l’accesso al chiostro a destra. Di lato al portale trecentesco una istrione commemorativa per il beato Giovanni Parenti di Carmignano, generale dell’ordine francescano, giureconsulto e predicatore. L’ampia navata è coperta da capriate lignee a le sue vaste pareti sono arricchite da 6 altari laterali a edicola secenteschi.  Sul primo altare di destra – eretto per la famiglia Panfi – una tela con La Madonna del Carmine e Santi, attribuibile a Giovan Pietro Naldini. Di fianco all’altare un elegante confessionale in pietra e stemma Serresi. Il secondo altare destro incornicia la celeberrima Visitazione di Iacopo Carrucci, il Pontormo, dipinta per i Pinadori. Sul terzo altare, eretto dal Venzi nel 1635, una tela coeva con san Francesco che riceve le stimmate attribuibile anche questa al Naldini; di lato un confessionale del 1734 con stemma dei Cattaneo. Prima del presbiterio su una cantoria moderna si trova un organo di Giosuè Agati, 1818; il presbiterio - con arredi in parte moderni  e’ concluso da tre cappelle ristrutturate nel Cinquecento: nella cappella di destra, dalla quale si accede alla sacrestia, sull’altare una macchina processionale ottocentesca in legno dorato con statua della vergine, alla parete un tabernacolino per gli olii santi. La più vasta cappella centrale ha altare in arenaria isolato, sormontato da un bel Crocifisso ligneo del 1731.

Le vetrate istoriate, qui come in tutta la chiesa, sono del 1948. Sulla parete esterna della cappella sinistra è collocato un frammento della lunetta affrescata a doppio registro con il martirio di Santa Caterina e l’Uccisione di San Pietro Martire. Poco oltre un altro resto; i due modesti dipinti sono forse da attribuire a Antonio di miniato con collaborazioni del fratello Pietro (II-IV decennio del Quattrocento). Usciti dal presbiterio una porta immette nel Battistero, cappella dedicata i origine a sant’Antonio; qui un altare settecentesco orna un dipinto murale col battesimo di cristo, opera di Luigi Catani del XIX sec. Sulla parete sinistra della chiesa un altro confessionale sempre in pietra voluto dai Tempesti nel 1633 con raffinata tela di Cosimo lotti datata 1601: la Madonna col Bambino, tra i Santi Domenico, Pio V, Caterina da Siena, e Caterina D’Alessandria, con 4 angeli che reggono i misteri del rosario. A seguire una porta laterale che precede l’altare dei Rondi del 1631, con tela coeva raffigurante  i santi Giovanni evangelista, Francesco, Macario ed Andrea, con inserita una tavola con l’Annunciazione che risente degli influssi di Lorenzo Monaco. L’ultimo altare a edicola presente fu voluto dai Cardini nel 1642  con contemporanea Adorazione dei pastori e Sant’Antonio  Abate, anche questo opera del Naldini. A destra della chiesa vi è l’accesso al Chiostro quadrangolare, con arioso loggiato su colonne tuscaniche: al centro un pozzo del 1622 e lungo le pareti varie sepolture con stemmi – dal XV al XVIII sec. Sul lato opposto della chiesa sorge l’oratorio della Compagnia del SS. Sacramento o di San Luca, ove sorse probabilmente la primitiva antica chiesetta del convento duecentesco e divenne nel 1348 sede della compagnia di Disciplinati. La grande aula rettangolare fu ampliata tra il 1776 ed il 1778 e ridecorata a fine Ottocento. Nell’oratorio si conservano due Crocifissi lignei (uno del XVI sec. l’altro del XVII) e una tela con la purificazione di Maria della metà del Seicento attribuibile a Pier Antonio Michi. Degna almeno di nota anche la tela centinata con la Madonna in Gloria, i Santi Girolamo e Giovanni evangelista del primo Settecento, che richiama il Sagrestani e il Gabbiani.

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A chi rivolgersi

 Propositura San Michele e San Francesco

Sede
Piazza SS Francesco e Michele (Carmignano)

Telefono
055/8712046 (abitazione del Parroco)

Orario
La Chiesa di San Michele è aperta dalle ore 8,00 alle ore 19,00 (indicativo)






Data ultimo aggiornamento: 12.10.2015
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